


Il Papa a Napoli - le interviste dei giovani
9 Maggio 2026
Il Papa a Napoli… la festa raccontata dai giovani.
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Quella di ieri, venerdì 8 maggio, è stata una giornata che resterà impressa per sempre nei cuori e nei ricordi dei giovani di Napoli. Esattamente un anno dopo la sua canonizzazione, Papa Leone XIV ha donato alla città di Napoli un incontro straordinario.
Ad affollare Piazza Plebiscito, insieme a tante famiglie, c’era anche una rappresentanza dei giovani dei nostri oratori. Sulle note di “SMAK”, Papa Leone ha varcato le soglie di Piazza Plebiscito, che è esplosa di gioia ed entusiasmo. Proprio in quel momento così importante per la città di Napoli è stata presentata la sigla del GrEstate 2026, il percorso estivo proposto dall’ODN, il Servizio Oratori Diocesi di Napoli.
"Fare da sfondo all’ingresso del Papa, nella piazza simbolo della nostra città, è stato meraviglioso" racconta Sefora una delle ballerine, e l’emozione era visibile negli occhi dei giovani che, accompagnati dall’orchestra del maestro Carlo Morelli, hanno ballato per il Papa e per Napoli.
L’attesa in piazza è stata per l’équipe dell’ODN motivo di confronto e arricchimento. Ci sono stati momenti di preghiera, di scambio di esperienze e di festa.
«Capitale di umanità e di speranza»: è così che il Papa ha definito Napoli, nonostante le contraddizioni che caratterizzano la nostra città.
Rappresentare gli oratori per la visita di Papa Leone è stato un privilegio, di cui i ragazzi sono stati estremamente grati.
“Torniamo a casa con nuovi spunti, carichi di energia, e ciascuno porterà nel cuore il «mandato della pace»”. La condivisione di Roberto, un giovane animatore.
“L’incontro dei giovani con il Papa è stato solo un punto di partenza per ricominciare con entusiasmo. A Napoli dobbiamo costruire e custodire una pace concreta”. La condivisione di Sara, un’educatrice della rete associativa Noi Oratori.
Entusiasti per la giornata vissuta, per i momenti condivisi e per la preghiera, continuiamo decisi il nostro percorso, certi che…
«Ci saremo tutti, è festa della pace». SMAK!
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Ecco la video intervista…
Oratorio Sacra Famiglia - 2
20 Giugno 2026
“L'empatia non è più una parola, è un gesto concreto. Il rispetto non è una regola, è diventato qualcosa che viene da dentro".
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Tempo di lettura: 2 minuti
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E anche la seconda settimana è volata via, lasciandoci addosso quella stanchezza dolce e preziosa che solo chi vive l'oratorio sa riconoscere. Una stanchezza che sa di risate, di corse nei campi, di abbracci inaspettati e di sguardi che ti dicono tutto senza una parola.
I nostri ragazzi trasformano l'oratorio in un vulcano di energia pura. le squadre si sfidano, si aiutano, si cercano. La competizione c'è, ma quello che si vede di più è la complicità che cresce ogni giorno di più tra le squadre che stanno diventando vere famiglie.
Questa settimana i laboratori hanno continuato a stupire, i giochi di animazione hanno raggiunto un livello di follia creativa che solo noi sappiamo toccare: risate spontane rumorose e a crepapelle...e i campi da gioco hanno visto scontri, vittorie, sconfitte, gioie che rimarranno nei ricordi dei nostri ragazzi per tanto tempo.
Ma la vera magia della nostra estate ragazzi sono una battuta tra un'attività e l'altra, una mano tesa a chi è rimasto indietro, i sorrisi dei nostri ragazzi che ogni mattina ci illuminano la giornata, nonostante la stanchezza dei giorni passati...
in questa seconda settimana abbiamo aggiunto anche una novità: la gita a portici!
i ragazzi erano pronti a tuffarso tra le onde tra un torneo di pallone e uno di pallavolo.
noi animatori siamo stanchi ma felici! È questo il paradosso bellissimo di chi sceglie di donarsi davvero in questa realtà.
Le gambe pesano, la voce è andata, ma gli occhi brillano ancora perché ogni giornata regala qualcosa che nessuna parola riesce a descrivere completamente.
La complicità tra di noi continua a crescere andiamo avanti insieme come una squadra che sa già che quello che sta vivendo è qualcosa di raro.
I ragazzi continuano a crescere sotto i nostri occhi. La settimana scorsa hanno imparato a stare insieme e in questa settimana lo hanno dimostrato.
L'empatia non è più una parola, è un gesto concreto.
Il rispetto non è una regola, è diventato qualcosa che viene da dentro.
Oratorio Sacra Famiglia - 2
20 Giugno 2026
“L'empatia non è più una parola, è un gesto concreto. Il rispetto non è una regola, è diventato qualcosa che viene da dentro".
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Tempo di lettura: 2 minuti
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E anche la seconda settimana è volata via, lasciandoci addosso quella stanchezza dolce e preziosa che solo chi vive l'oratorio sa riconoscere. Una stanchezza che sa di risate, di corse nei campi, di abbracci inaspettati e di sguardi che ti dicono tutto senza una parola.
I nostri ragazzi trasformano l'oratorio in un vulcano di energia pura. le squadre si sfidano, si aiutano, si cercano. La competizione c'è, ma quello che si vede di più è la complicità che cresce ogni giorno di più tra le squadre che stanno diventando vere famiglie.
Questa settimana i laboratori hanno continuato a stupire, i giochi di animazione hanno raggiunto un livello di follia creativa che solo noi sappiamo toccare: risate spontane rumorose e a crepapelle...e i campi da gioco hanno visto scontri, vittorie, sconfitte, gioie che rimarranno nei ricordi dei nostri ragazzi per tanto tempo.
Ma la vera magia della nostra estate ragazzi sono una battuta tra un'attività e l'altra, una mano tesa a chi è rimasto indietro, i sorrisi dei nostri ragazzi che ogni mattina ci illuminano la giornata, nonostante la stanchezza dei giorni passati...
in questa seconda settimana abbiamo aggiunto anche una novità: la gita a portici!
i ragazzi erano pronti a tuffarso tra le onde tra un torneo di pallone e uno di pallavolo.
noi animatori siamo stanchi ma felici! È questo il paradosso bellissimo di chi sceglie di donarsi davvero in questa realtà.
Le gambe pesano, la voce è andata, ma gli occhi brillano ancora perché ogni giornata regala qualcosa che nessuna parola riesce a descrivere completamente.
La complicità tra di noi continua a crescere andiamo avanti insieme come una squadra che sa già che quello che sta vivendo è qualcosa di raro.
I ragazzi continuano a crescere sotto i nostri occhi. La settimana scorsa hanno imparato a stare insieme e in questa settimana lo hanno dimostrato.
L'empatia non è più una parola, è un gesto concreto.
Il rispetto non è una regola, è diventato qualcosa che viene da dentro.