Trova l'intruso
la Meta
Riconoscere che il desiderio di essere accolti è qualcosa di buono e bello, ma la pace non si costruisce mai con l’inganno e le bugie.
il Cammino
È il primo giorno di Grest. C’è entusiasmo, curiosità, forse anche un po’ di timidezza. È l’inizio di un cammino nuovo, fatto di incontri, giochi, amicizie e scoperte. Oggi inizia un’esperienza che può lasciare il segno nel cuore. E ogni inizio porta con sé una domanda nascosta: “Ci sarà posto per me?” La prima scena della nostra storia si apre proprio con un’esclusione: Zak non è stato invitato alla riunione. Si sente fuori, messo da parte, non considerato. Questo genera in lui un desiderio fortissimo di partecipare, ma sceglie la strada sbagliata: si traveste, mente, ruba la lista, approfitta dei biscotti.
Questa situazione richiama molto da vicino la storia di Zaccheo. Anche Zaccheo è uno che sta “fuori”: è piccolo di statura, ma soprattutto è escluso perché pubblicano, peccatore, malvisto da tutti. Anche lui desidera partecipare, vedere Gesù, capire cosa sta succedendo. Il suo è un desiderio vero, ma inizialmente rimane in disparte: sale su un albero e si nasconde tra le foglie.
Zak, nella nostra storia, vive qualcosa di simile: vuole esserci. Vuole far parte del gruppo. Vuole sentirsi importante. Il suo problema non è il desiderio, che è buono, ma il modo in cui cerca di realizzarlo.
All’inizio di questo Grest è importante fermarsi un momento e chiedersi: che cosa desidero davvero vivere in questi giorni? Desidero nuove amicizie? Desidero divertirmi? Desidero sentirmi accolto? Desidero non restare ai margini? La pace non nasce quando fingiamo di essere qualcun altro per farci accettare. La pace è un dono, ma è anche qualcosa da cercare. E ogni ricerca parte da un desiderio.
la Scoperta
L’animatore prepara un cartellone con disegnato un grande albero, richiamo simbolico all’albero di Zaccheo. A ciascun partecipante viene consegnato un foglietto a forma di foglia.
Su quella foglia ognuno è invitato a scrivere, oppure a disegnare (per i più piccoli), un desiderio per questo Grest: un’amicizia nuova, il desiderio di divertirsi, di sentirsi accolto, di superare una paura, di imparare qualcosa di bello, ecc.
Quando tutti hanno terminato, uno alla volta si avvicinano all’albero e attaccano la propria foglia. Piano piano l’albero si riempie: foglie diverse, colori diversi, scritte diverse.
Quando l’albero è completo, l’animatore invita il gruppo a fermarsi un momento per osservarlo. Ogni foglia è unica, ma insieme rendono l’albero vivo e pieno.
Così è anche il Grest: ognuno porta un desiderio personale, ma è solo insieme che possiamo far crescere qualcosa di bello e costruire un clima di pace.
Senza Frontiere
Se una squadra bara o inganna per vincere, perde punti.
Ricordiamo che la pace non nasce dall’inganno (come Zak travestito).
Parola Chiave
Desiderio
Una mano speciale
la Meta
La pace vera nasce da gesti sinceri, non da secondi fini. Comprendere la differenza tra fare il bene per proprio interesse e quello gratuito.
il Cammino
Il primo giorno abbiamo scoperto i desideri che portiamo nel cuore, oggi facciamo un passo in più: non basta desiderare la pace, bisogna imparare come si costruisce davvero. In questa seconda tappa vediamo qualcosa di nuovo: entra in scena Kekko. Un umano che aiuta senza chiedere nulla in cambio. Aiuta Tina per la cova, Bob con i pesi, si prende cura dei più piccoli. Non fa domande, non pretende ricompense, non calcola cosa riceverà: semplicemente aiuta. Zak rimane spiazzato. Non è abituato a questo modo di fare. Per lui aiutare diventa una strategia: “Lo aiuto così poi sarà costretto ad aiutare me.” Non è un gesto gratuito, è uno scambio nascosto, un calcolo.
Anche Zaccheo, all’inizio, è un uomo che prende, accumula, trattiene per sé; è uno che si è arricchito sulle spalle degli altri. Ma quando Gesù entra in casa sua e lo guarda con amore, qualcosa cambia: Zaccheo decide di restituire, di donare, di dare ai poveri. Non lo fa perché costretto, ma perché ha incontrato un amore gratuito.
La gratuità è il cuore della pace. Quando aiuto solo per ottenere qualcosa, sto costruendo un contratto. Quando aiuto senza calcolare il ritorno, sto costruendo una relazione.
In questi giorni di Grest può capitare anche questo: essere gentili solo con chi ci è simpatico, giocare bene solo se conviene, fare amicizia solo con i più forti che possono aiutare a vincere.
Kekko ci mostra uno stile diverso: fare il bene perché è giusto, perché l’altro conta, perché il cuore è libero.
La domanda di oggi è semplice ma profonda: so fare il bene senza chiedere nulla in cambio?
la Scoperta
Si divide il gruppo in due squadre. Prima dell’incontro l’animatore prepara alcuni bigliettini con situazioni concrete, ad esempio: “aiuto un compagno nei compiti perché poi mi farà copiare”, “presto la penna a chi l’ha dimenticata”, “raccolgo qualcosa che è caduto senza che nessuno mi veda”, “difendo un amico solo se mi conviene”, ecc.
L’animatore pesca un bigliettino e legge la situazione ad alta voce. Un partecipante della squadra deve decidere velocemente se si tratta di AIUTO GRATUITO oppure di SCAMBIO INTERESSATO e correre a posizionarsi sotto il cartello corretto (che l’animatore avrà preparato ai due lati dello spazio).
Si assegna un punto al primo che si posiziona sotto il cartello giusto.
Al termine dell’attività si può fare un breve confronto: a volte facciamo il bene ma con un secondo fine? È facile riconoscere quando un gesto è davvero gratuito?
Senza Frontiere
Durante i giochi, una squadra può ricevere un bonus, se dimostra di aiutare un’altra squadra in difficoltà senza essere obbligata (ad esempio spiegando una regola, aiutando a recuperare materiale o incoraggiando chi è indietro).
Parola Chiave
Gratuità
Un disastro di festa
la Meta
Riconoscere che davanti alla delusione e alla rabbia si può scegliere: lasciarsi guidare dal risentimento oppure fermarsi e decidere di non distruggere ciò che gli altri stanno costruendo.
il Cammino
Siamo ormai dentro i primi giorni di Grest. L’entusiasmo iniziale si sta trasformando in relazioni vere, ma insieme alla gioia possono emergere anche tensioni, incomprensioni e stanchezza. È normale: quando si cammina insieme non è semplice. Ed è proprio qui che si gioca la pace.
In questa tappa vediamo due situazioni parallele. Da una parte Tormenta che, sopraffatta dall’ansia che tutto sia perfetto, perde il controllo e lascia che la rabbia prenda il sopravvento. Dall’altra Zak, che dopo aver sperato di entrare alla festa, scopre che le misure di sicurezza sono aumentate proprio contro di lui. Si sente escluso, rifiutato ancora una volta e sceglie di reagire distruggendo tutto. La sua frase è durissima: “Se non potrò andare io alla festa, non ci andrà nessuno.”
Anche nel racconto di Zaccheo c’è un momento decisivo. Zaccheo è un uomo che avrebbe potuto restare chiuso nel suo risentimento: giudicato da tutti, isolato, criticato. Invece, quando Gesù lo guarda e sceglie di fermarsi a casa sua, Zaccheo si trova davanti a una scelta. Può restare quello di prima oppure cambiare direzione. La pace nasce sempre da una scelta.
In questi giorni può capitare di sentirsi messi da parte, di perdere, di essere rimproverati o di non essere scelti. La pace come dono da cercare e accogliere significa proprio questo: fermarsi un attimo prima di reagire. Non lasciare che la delusione diventi vendetta e non trasformare una ferita in un danno per tutti.
Oggi il cuore del cammino è capire che ogni giorno, anche nelle piccole cose, posso scegliere che tipo di persona voglio essere.
la Scoperta
Si prepara un cartellone con disegnato un grande semaforo: rosso, giallo e verde. L’animatore legge alcune situazioni tipiche, brevi e concrete, ad esempio: “perdo una partita e mi viene voglia di buttare via tutto”, “un amico mi prende in giro”, “non vengo scelto per primo”, “qualcuno rompe qualcosa che avevo preparato”, ecc.
Per ogni situazione, ciascuno deve decidere rapidamente dove posizionarsi:
Rosso: reagisco con rabbia, distruggo, urlo.
Giallo: mi fermo, respiro, ci penso.
Verde: scelgo una risposta che costruisce pace.
Dopo alcune situazioni, il gruppo si ferma e l’animatore invita a una breve riflessione: è facile fermarsi al rosso? Che cosa ci aiuta a passare dal rosso al verde?
Senza Frontiere
Durante i giochi, se una squadra dimostra autocontrollo in un momento di tensione (ad esempio accetta una sconfitta, rispetta una decisione o evita litigi), riceve un bonus speciale.
Se invece, una squadra rovina volontariamente il gioco degli altri o reagisce con atteggiamenti aggressivi, perde punti.
Parola Chiave
Scelta
Salviamo il salvabile
la Meta
Avere il coraggio di lasciarsi conoscere dagli altri.
il Cammino
La festa è ormai vicina, ma quando gli animali arrivano per ultimare i preparativi trovano tutto distrutto. I festoni sono strappati, i dolci rovesciati, i palloncini bucati. Tutti pensano subito alla stessa cosa: deve essere stato Zak. La sua fama lo precede e il giudizio su di lui sembra già scritto.
Intanto Zak vaga da solo nel bosco, strappando i volantini con la sua faccia, perché si sente rifiutato da tutti ed è convinto di essere visto solo come un nemico. Quando Kekko lo incontra, però, gli parla senza paura e gli dice che, se vuole prender parte della festa, deve avere il coraggio di presentarsi e farsi conoscere davvero.
Zak si rende conto che per tanto tempo ha vissuto convinto di essere escluso, senza aver mai provato davvero a lasciarsi conoscere. Si è difeso con la rabbia e con l’inganno, ma così facendo ha solo confermato le paure degli altri.
Anche nel Vangelo Zaccheo vive qualcosa di simile. È un uomo giudicato da tutti ed escluso dalla comunità. Quando però incontra Gesù, succede qualcosa di nuovo: Zaccheo scende dall’albero, apre la porta della sua casa e si lascia incontrare. Da quell’incontro nasce il cambiamento della sua vita.
Anche a noi può capitare, soprattutto nei primi giorni di Grest, di restare con gli amici che già conosciamo e di avere paura di parlare con qualcuno di nuovo. Ma facciamo attenzione: potremmo convincerci di essere esclusi ancora prima di provarci davvero.
La pace e l’amicizia nascono quando troviamo il coraggio di fare un passo verso l’altro, aprendo il nostro cuore.
la Scoperta
I partecipanti vengono invitati a sedersi in cerchio, mescolando le squadre, così da non stare accanto ai compagni abituali ma vicino a ragazzi di altri gruppi. Gli animatori formano poi delle coppie miste, facendo attenzione che ognuno si trovi con qualcuno con cui di solito parla o gioca meno durante il Grest.
A ogni coppia viene chiesto di intervistarsi. Per qualche minuto i due si fanno alcune semplici domande per conoscersi meglio. Gli animatori possono suggerire alcune domande come esempio: “Qual è il tuo gioco preferito?”, “Qual è un tuo pregio?”, “Cosa ti piace fare nel tempo libero?”, “Qual è una cosa che ti rende felice?”
Dopo alcuni minuti, quando tutti hanno avuto il tempo di parlare e ascoltare, ogni partecipante presenta al gruppo il compagno che ha intervistato, raccontando almeno una cosa che ha scoperto su di lui.
L’animatore conclude sottolineando il senso dell’attività e facendo notare che spesso ci limitiamo a conoscere solo chi fa parte della nostra squadra o del nostro gruppo di amici. Quando invece troviamo il coraggio di parlare e di ascoltare, scopriamo tante cose belle anche degli altri. In questo modo, possono nascere nuove amicizie e il Grest diventa un luogo dove tutti possono sentirsi accolti e conosciuti.
Senza Frontiere
Durante i giochi della giornata, quando una squadra ammette con coraggio di aver commesso un errore o di aver barato, guadagna punti.
Se invece nega le proprie scorrettezze, li perde.
Parola Chiave
Coraggio
Smak
la Meta
Scoprire che la pace cresce quando si sceglie di dare una possibilità a chi vuole ricominciare imparando ad accogliere l’altro senza fermarsi ai suoi errori.
il Cammino
Siamo arrivati all’ultimo giorno di questa prima parte del nostro cammino di Grest. La festa tanto attesa è finalmente iniziata, ma non tutto è come gli animali avevano immaginato. Dopo i danni provocati da Zak molte cose non sono state sistemate e tra gli invitati si sentono lamentele e malumori. Nonostante tutto, Zak decide di presentarsi alla festa. Dopo tanti errori esce allo scoperto e dice la verità, riconoscendo davanti a tutti di aver sbagliato e chiedendo la possibilità di dimostrare che può cambiare. Gli animali, faticano a fidarsi; la rabbia e il dispiacere non sono facili da dimenticare.
Kekko ricorda allora che anche lui, quando era arrivato a Zampavilla per la prima volta, era stato guardato con sospetto. Ma gli era stata data una possibilità, diventando un amico per tutti.
Convinti dalle sue parole, gli animali decidono di dare anche a Zak un’altra occasione. Il lupo prova a rimediare ai suoi errori aiutando a sistemare la festa e, pian piano, il clima cambia: quella che sembrava una serata rovinata si trasforma finalmente in una vera festa.
Anche nel Vangelo, quando Gesù entra nella casa di Zaccheo, molti lo giudicano. Gesù, però, vede oltre il passato e apre per lui una strada nuova. Da quell’incontro nasce il cambiamento della sua vita.
In questi giorni abbiamo giocato insieme, riso e forse anche litigato. È normale: quando si vive insieme capita di sbagliare. La pace però nasce quando troviamo il coraggio di dare una nuova possibilità e ricominciare insieme.
la Scoperta
I partecipanti vengono divisi in piccoli gruppi (massimo 10 componenti). A ciascuno viene consegnato un foglio bianco e un pennarello e viene chiesto di disegnare una forma qualsiasi, senza pensarci troppo. Può essere uno scarabocchio, una linea storta, una figura geometrica, un segno irregolare o qualunque tratto venga in mente.
Una volta terminato, all’interno di ogni gruppo tutti i fogli vengono raccolti, mescolati e ridistribuiti casualmente, così che ciascuno riceva un foglio che non è il suo.
A questo punto l’animatore invita i ragazzi a osservare il segno che trovano sul foglio e a trasformarlo in qualcosa di nuovo. Partendo da quella forma, da quello scarabocchio o da quella linea, devono completare il disegno e rappresentare qualcosa di bello.
Alla fine ogni partecipante mostra il proprio disegno al gruppo e racconta cosa è riuscito a creare partendo da quel segno iniziale.
L’animatore conclude sottolineando il significato dell’attività: a volte un segno può sembrare solo uno scarabocchio o un errore senza senso, ma se qualcuno lo accoglie e ci lavora sopra può diventare qualcosa di bello e di nuovo. Così è anche nelle relazioni: non dobbiamo fermarci agli errori nostri o degli altri, ma possiamo sempre aiutarci a ricominciare e a trasformare ciò che sembra sbagliato in qualcosa di nuovo.
Senza Frontiere
Durante la giornata una squadra guadagna punti se, nei giochi, dà spazio a tutti, anche a chi ha sbagliato o è meno bravo, ricordando che l’importante è divertirsi insieme e far sentire tutti parte del gruppo.
Al contrario, una squadra perde punti se fa giocare sempre gli stessi, se sottolinea gli errori di chi ha sbagliato o se esclude qualcuno.
Parola Chiave
Pace